Un altro fattore fondamentale è la concia della pelle, ovvero il trattamento a cui le pelli vengono sottoposte per consentirne la conservazione, la lavorazione e l’utilizzo finale. Si tratta di un processo complesso, con origini molto antiche, che incide profondamente sulla qualità e sulle caratteristiche del prodotto finale.
Il sistema più diffuso è la concia al cromo, che permette di ottenere pellami adatti a molteplici utilizzi. È un procedimento relativamente rapido — generalmente completato entro 24 ore, salvo lavorazioni particolari — durante il quale la pelle viene trattata con sali di cromo trivalente. Prima di questa fase, il materiale grezzo deve però affrontare diverse lavorazioni preparatorie. Questo tipo di concia rende la pelle morbida, flessibile al tatto e consente di ottenere colori uniformi e stabili.
La concia vegetale, invece, rappresenta una tecnica molto più tradizionale e artigianale. Il processo avviene all’interno di grandi bottali in legno e richiede tempi molto più lunghi, che possono arrivare anche a diverse settimane. Questa lavorazione utilizza esclusivamente tannini naturali estratti da elementi vegetali come castagno, mimosa, quercia e altre essenze, senza effetti dannosi per l’ambiente.
Sebbene la concia vegetale di alta qualità stia progressivamente scomparendo in molte aree del mondo, numerose concerie e artigiani italiani continuano ancora oggi a preservarne le tecniche tradizionali. Proprio grazie all’utilizzo di tannini naturali, ogni articolo realizzato risulta unico, caratterizzato da tonalità calde, profonde e naturali.
Entrambi i sistemi possiedono caratteristiche specifiche legate alla qualità della conceria e delle lavorazioni eseguite; tuttavia, il processo non termina con la concia. Successivamente, infatti, la pelle viene sottoposta ad ulteriori trattamenti che possono includere tintura, finitura, asciugatura, impermeabilizzazione e, in alcuni casi, ulteriori cicli di lavorazione.